domenica, 28 maggio 2006
“Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio”.
Quando si tratta di noi, “andare in cielo”, o andare “in paradiso” significa andare a stare “con Cristo” (Fil 1,23). “Vado a prepararvi un posto...perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14, 2-3). Significa vita dopo morte, vita eterna con Dio. La festa dell’Ascensione è perciò l’occasione ideale per rinfrescare la nostra fede nell’aldilà e nella vita eterna.

Termino con una simpatica storiella, esiste il cielo inteso come paradiso? Esiste un aldilà? È la storia di due gemelli, un bimbo e una bimba, che essendo molto precoci parlano tra di loro nel ventre della madre.
La sorellina domanda al fratellino se secondo lui ci sarebbe stata una vita dopo la nascita. Il fratellino le risponde di non essere ridicola. Come poteva pensare che ci fosse altro che quello che essi vedevano: lo spazio stretto e oscuro dove si trovavano e dove sarebbero rimasti finché vi sarebbero morti. La bambina aveva paura di continuare a fare domande, temendo di fare arrabbiare il fratellino. Non riusciva però a tener nascosto quello che pensava: forse, chissà, esisteva una madre, qualcuno che li avrebbe amati e si sarebbe preso cura di loro e che un giorno l’avrebbero vista “faccia a faccia”.
Il fratellino chiese da dove mai le fosse venuta in mente una tale idea. “Vedi tu una madre da qualche parte? Ciò che vedi è tutto quello che c’è, perciò finiscila di annoiarmi con queste fantasie infantili”. Allora la sorellina, facendo appello a tutto il suo coraggio: “Non senti anche tu a tratti come una pressione sul petto, che aumenta di giorno in giorno, e quasi fa soffrire”? Il fratellino rispose di sì, che in effetti l’avvertiva ormai quasi in continuazione. “Bene, concluse la sorellina, questa sofferenza non può essere senza una ragione. Credo che ci sta preparando per qualcosa di più grande di questo piccolo spazio in cui ci troviamo”.
Padre Raniero Cantalamessa
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giovedì, 25 maggio 2006
Messaggio del 25 maggio 2006

Cari figli, anche oggi vi invito a mettere in pratica e a vivere i miei messaggi che vi dò. Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso. Solo così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere. La pace è un dono che Dio vi dà nella preghiera. Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze, affinchè la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
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lunedì, 22 maggio 2006
Santa Rita, la Santa degli impossibili. Affidiamoci a Lei con fiducia.

Preghiera a Santa Rita da Cascia
O gloriosa Santa Rita, voi che foste prodigiosamente partecipe della dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo, ottenetemi di soffrire con rassegnazione le pene di questa vita, e proteggetemi in tutte le mie necessità. Amen.
Novena a Santa Rita da Cascia per ottenere una grazia.
I. Mia dolce e amabile avvocata, Santa Rita, l'amore e la confidenza illimitata che nutro verso di Voi è quella che, in questo giorno, mi conforta e mi spinge a presentarmi dinanzi a Voi al fine di aprirvi il mio povero cuore e versare nella vostra anima tutta l'anima mia, perchè ricolma di affanno e di tribolazione!
Si, confesso, cara Santa, sono le mie colpe e le mie infedeltà verso Dio la causa della mia amarezza e delle pene delle quali sono circondato ed oppresso: però, siccome al presente le abominio e le detesto, e sono risolutissimo a non dar più il minimo disgusto al mio Dio. Così vi prego e scongiuro, perchè non solo mi impetriate la grazia della perseveranza nel santo proposito che ora faccio, ma che altresì mi otteniate con le vostre efficaci preghiere la liberazione dai miei presenti dolori; affinché, poi, la memoria delle divine misericordie, e della vostra bontà verso di me, valga a servirmi da sprone per mantenermi sempre fedele al suo santo divino servizio, ed accrescere nell'anima mia una più tenera devozione verso di Voi!
Pater, Ave e Gloria.
II. Mia avvocata dolcissima, Santa Rita, io ben l'intendo non merito affatto che Iddio ascolti ed esaudisca la mia domanda, anzi desidero che Voi sola la presentiate al trono delle sue divine misericordie perchè per l'addietro mi sono meritato ben più severi castighi di quelli che ora gravano il mio corpo e la mia anima.
Però, siccome il Signore si lascia commuovere dalle suppliche dei suoi servi fedeli, quali sono i beati ed i Santi del Paradiso, così oggi faccio a Voi fiducioso ricorso, e prescelgo Voi a mia speciale avvocata presso il trono dell'Altissimo, per affidarvi la causa che tanto mi sta a cuore onde Voi ne assumiate il patrocinio.
Si, mia cara Santa Rita, basta che Voi diciate a Gesù una sola parola in favore mio; basta che gli chiediate per me la grazia da me tanto desiderata; e Gesù non ascolterà invano le vostre preghiere! Ricordatevi che è cosa propria di un cuore nobile e generoso l'aver compassione dei miserabili e degli afflitti, Voi, dunque, che anche sulla terra possedeste un tal cuore, muovetevi a pietà di me e dei miei bisogni!... Esauditemi!... Consolatemi!...
Pater, Ave e Gloria.
III. Mia cara ed amabile protettrice, Santa Rita, lasciate che finalmente rivolga a Voi l'ultimo appello della mia confidenza nel vostro potentissimo patrocinio; sicuro che anche questa volta non vorrete smentire con me la fama che vi siete acquistata nel mondo con i vostri miracoli strepitosi.
Tutti vi chiamano la Santa dell'impossibile perchè nei casi più disperati e nelle più insormontabili difficoltà della vita, l'ultimo ma sicuro rifugio dei vostri devoti è in Voi, nel vostro tenerissimo cuore!...
Si, allorquando anche l'ultima speranza si dilegua, quando più terribile trabocca il dolore, quando la stessa morte sovrasta inesorabile, basta che Voi rivolgiate a Gesù una sola parola, uno sguardo solo di amore compassionevole, che egli subito vi fa arbitro di qualunque grazia, operatrice di qualunque miracolo!...
Dunque, non senza ragione io ho riposta in Voi tutta la mia confidenza, la mia illimitata fiducia!... Perciò, o potentissima Santa Rita, pregate oggi per me!... Io vi chiedo un miracolo!... Voi potete ottenerlo!... Voi potete esaudirmi!... Fatelo!
Pater, Ave e Gloria.
 Un bellissimo invito di Sant'Agostino alla Santa Messa.

Siamo generosi, e facciamo volentieri qualche sacrificio per non perdere un bene così grande. S. Agostino diceva ai suoi cristiani: "Tutti i passi che uno fa per recarsi ad ascoltare la S. Messa sono da un Angelo numerati, e sarà concesso da Dio un sommo premio in questa vita e nell'eternità".
postato da Lianna alle ore 07:41 · permalink · commenti (7)
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