Gesù Misericordioso
confido in Te
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sabato, 28 febbraio 2009

                                           Dal Web


Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1, 15). Tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava (Mc2, 13).

Gesù vede quelle barche sulla riva e sale su una di esse. Con che naturalezza Gesù entra nella barca di ognuno di noi! Quando ti avvicini al Signore, pensa che Egli sta sempre molto vicino a te, in te: regnum Dei intra vos est (Lc 17, 21). Lo troverai nel tuo cuore.


San Josemaría Escrivá

postato da Lianna alle ore 18:37 · permalink · commenti (4)

venerdì, 27 febbraio 2009
VIA CRUCIS




Dal Vangelo secondo Marco 14, 32-36

Gesù e i discepoli giunsero ad un podere
chiamato Getsemani.
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni
e cominciò a sentire paura e angoscia.
E disse loro: " La mia anima è triste fino alla morte.
Restate qui e vegliate ".
Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che,
se fosse possibile, passasse da lui quell'ora.
E diceva: " Abbà, Padre! Tutto è possibile a te,
allontana da me questo calice!
Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu ".

MEDITAZIONE


È l'ora in cui Gesù è più debole, eppure è l'ora in cui egli è più forte!
Conosceva l'orribile morte che gli stava davanti.
Vero uomo, ha sperimentato il momento della vita in cui l'uomo avverte
la paura della morte, specialmente se la morte è causata dall'ingiustizia umana.
Ogni giorno viviamo sotto la minaccia della morte.
Spesso la ignoriamo.
Ma essa è lì, ci insidia e tutti ci attende.
Siamo pronti?
Vorremmo evitarla, ma possiamo sopprimerla?
L'unico modo per non soccombere alla paura è ripetere:
" Sia fatta la tua volontà ".
La fede in Dio ci conduce al coraggio dello spirito, la virtù oggi più necessaria.
Nell'opulenza del mondo scorgiamo la povertà dell'anima; il vuoto che ci circonda
ci fa " sentire paura e angoscia ".
Il calice della sofferenza è ogni giorno sulla nostra mensa:
il nostro calice o quello degli altri.
Noi lo ignoriamo, vogliamo evitarlo.
Ma quando, inevitabile, arriverà l'ora di bere il calice.
Saremo pronti a dire:
" Sia fatta la tua volontà "?

O Signore dei sofferenti, insieme con te siamo entrati
nel giardino del Getsemani. Partecipiamo alla tua agonia.
Mentre tu preghi " Abbà, Padre ", noi preghiamo te, nostro Signore e Salvatore:
accogli le nostre suppliche, dona a noi la tua invincibile fede
che tutto conquista, perché passiamo attraverso questa valle di morte
senza temere la morte, sperando nella vita eterna.
Cambia l'amarezza del Getsemani nella dolcezza del giardino dell'Eden,
nostra terra di nascita, fonte della nostra gioia.


GIOVANNI PAOLO II


(Via Crucis 1997)

postato da Lianna alle ore 13:00 · permalink · commenti (4)

mercoledì, 25 febbraio 2009
Messaggio del 25 febbraio 2009



 

"Cari figli, in questo tempo di rinuncia, preghiera e penitenza vi invito di nuovo: andate a confessare i vostri peccati affinchè la grazia possa aprire i vostri cuori e permettete che essa vi cambi. Convertitevi, figlioli, apritevi a Dio e al suo piano per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

postato da Lianna alle ore 20:26 · permalink · commenti (3)

sabato, 21 febbraio 2009



"Accostiamoci al Santissimo Sacramento con grande spirito
di fede e di amore: ed una sola comunione credo che basti per lasciarci
ricche. E che dire di tante?
Sembra che ci accostiamo al Signore
unicamente per cerimonia: ecco perché ne caviamo poco frutto. O mondo
miserabile che rendi cieco chi guarda te....per non permettergli di vedere i
tesori che potrebbe avere in Dio"!


Santa Teresa d'Avila

postato da Lianna alle ore 14:35 · permalink · commenti (8)

martedì, 17 febbraio 2009


IL RICCO E IL POVERO

Tempo fa, in un villaggio, scoppiò un incendio. Un ricco e un povero, fino a quel giorno buoni vicini di casa, persero tutti loro averi.
Il povero rimase nella pace, il ricco invece cadde in una cupa disperazione.

"Moishele", disse allora il ricco, "come è possibile che tu sia così tranquillo quando tutto ciò che avevamo è bruciato nell'incendio?"
"A me è rimasto il mio Dio", rispose il povero, "il tuo è bruciato con la casa".

Daniel Lifschit


(Storielle di rabbini mendicanti e malandrini)

postato da Lianna alle ore 14:45 · permalink · commenti (7)