Gesù Misericordioso
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martedì, 31 marzo 2009


IL CUORE MI HA DETTO DI FARE A META' CON VOI

"Era già scesa la notte su Roma. E in quell'appartamento seminterrato l'esiguo gruppo di ragazze che volevano vivere il Vangelo erano i primi tempi del movimento , si davano la buona notte. Ma ecco il campanello. Chi era a quell'ora? Un uomo che si presentava alla porta nel panico, disperato: il giorno dopo l'avrebbero sfrattato di casa con la famiglia, perché non pagava l'affitto. Le ragazze si guardarono e, in un mutuo accordo, aprirono il cassettino dove avevano raccolto il residuo dei loro stipendi. Diedero tutto a quell'uomo, senza ragionare.
Quella notte dormirono felici. Qualcun altro avrebbe pensato a loro.
"Ma ecco che non è ancora l'alba e il telefono squilla. "Vengo subito con un taxi" dice la voce di quell'uomo".
"Meravigliate per la scelta di quel mezzo, le ragazze attendono. La faccia dell'ospite dice che qualcosa è cambiato: "Ieri sera, appena tornato a casa, ho trovato un'eredità che non avrei mai immaginato di ricevere. Il cuore m'ha detto di farne a metà con voi". La somma era esattamente il doppio di quanto avevano generosamente dato".


C. LUBICH
Città nuova, 2/1995, p. 40.

postato da Lianna alle ore 08:55 · permalink · commenti (7)

sabato, 28 marzo 2009
                                                      ( www.pfiglie.org)


Il grano e l’uva devono fare un cammino di morte per nutrire la vita. Immagine espressiva di Gesù stritolato nella passione, morto in croce, sepolto, risorto e diventato, sotto l’umile apparenza del mangiare, quel pane vivente che fa vivere: l’eucaristia.
Nel pane e nel vino è significata, in modo eloquente per chi la sa intendere, la tragedia di Cristo morto per dare la vita agli altri.


 P. Pedron Lino

postato da Lianna alle ore 13:05 · permalink · commenti (6)

venerdì, 27 marzo 2009



Dal Vangelo secondo Luca. 23, 26

Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.


Egli si sceglie delle anime e tra queste, contro ogni mio demerito, ha scelto anche la mia per essere aiutato nel grande negozio dell'umana salvezza. E quanto più queste anime soffrono senza verun conforto tanto più si alleggeriscono i dolori del buon Gesù.

 E'... inconprensibile che sollievo si da a Gesù non solo col compatirlo nei suoi dolori, ma quando trova un'anima che per amor suo non gli chiede consolazioni, ma sibbene di essere fatto partecipe dei suoi medesimi dolori... (Gesù), quando vuole essere dilettato..., mi parla dei suoi dolori, m'invita, con voce insieme di preghiera e di comando, ad apporre il mio corpo per alleggerirgli le pene.



Dagli scritti di Padre Pio

postato da Lianna alle ore 14:58 · permalink · commenti